Vespe, zecche e meduse: 
cosa fare in caso di 
puntura (e cosa no)

Che siano al mare, al lago, in montagna o in città d'arte, le vacanze sono tra i pochi momenti dell'anno che ci si concede per ricaricarsi dalle fatiche della routine quotidiana scandita dai continui impegni di lavoro e famiglia. Ecco, allora, il vademecum messo a punto dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Cesena, in collaborazione con l’Unità Operativa di Medicina d’Urgenza, arriva un nuovo vademecum con consigli utili su come comportarsi in caso di punture di insetti a animali. Api, vespe, calabroni e non solo: per non andare nel panico e sapere cosa fare in ogni caso.

Api, vespe, calabroni

Quando le api pungono lasciano il pungiglione, con  annessa ghiandola velenifera, conficcato nella cute. Va tolto rapidamente evitando di strizzare tale ghiandola, usando una lama o la punta di un’unghia per scalzare la sacca dalla parte contraria al pungiglione. Vespe e calabroni, invece, non lasciano il pungiglione. Cosa fare: applicare del ghiaccio per alleviare il dolore. Se si presentano altri sintomi (pallore, sudorazione, vertigini, difficoltà respiratorie) è necessario rivolgersi al proprio medico o al pronto soccorso. Attenzione alle reazioni allergiche cutanee e a sintomi più gravi: edema della glottide e shock anafilattico! Chi sa di essere allergico deve dotarsi di farmaci antistaminici e cortisonici per le reazioni cutanee e adrenalina pronto-impiego per le reazioni allergiche gravi.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/

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